FONDI PER 8,3 MILIONI: Lavori in corso per il rischio idrogeologico

Proseguono i lavori per la “Sistemazione Idrogeologica del Reticolo Idrografico” sul territorio cittadino di Carbonara di Nola. L’attuale intervento, finanziato con la somma di 8.326.621,32 euro del Programma Attuativo Regionale (PAR), dopo vari passaggi giurisdizionali, a causa di vari ricorsi che si sono succeduti tra ditte escluse e quella aggiudicante, è decollato alla fine dello scorso mese di settembre, quando ci fu la consegna dei lavori. La natura dell’intervento, che riveste caratteristiche di urgenza e priorità in quanto è finalizzato alla mitigazione del rischio idrogeologico e quindi alla salvaguardia della pubblica incolumità, consiste in una serie di opere lungo gli alvei “Orticaria” e “Pietro Coppola” e con la realizzazione di tre vasche di contenimento al fine di garantire un maggiore margine di sicurezza in caso di colate di fango e acqua a seguito di forti precipitazioni provenienti dalle colline carbonaresi. In seguito ai lavori, che dovranno essere ultimati entro quest’anno, si avrà la possibilità di eliminare la pericolosità e rischio di alcune aree al momento penalizzate. Di rischio idrogeologico, sul nostro territorio, si cominciò a parlare in maniera sistematica e concreta quando diversi movimenti franosi di vaste dimensioni, tra il 5 ed il 6 maggio 1998, colpirono, in particolare, le aree urbane di Sarno (SA), Quindici (AV), Siano (SA), Bracigliano (SA) e San Felice a Cancello (CE), causando addirittura la morte di 160 persone. Di queste, 137 nella sola Sarno, la cui frazione di Episcopio fu l’area maggiormente colpita ed 11 nel comune di Quindici, in particolare nella frazione di Casamanzi, 5 nel Comune di Siano (Sa). In seguito ai controlli effettuati sul nostro territorio, si acuirono una serie di criticità che causarono l’adozione da parte della Regione di un piano di salvaguardia individuando sul territorio aree soggette a rischio e pericolosità frana e idraulica con la conseguente adozione di una pianificazione in cui venivano individuate le diverse classificazioni di rischio e pericolosità e di conseguenza le aree in cui era possibile eseguire attività edilizia ovvero solamente interventi di semplice manutenzione.

Il Pappagallo, anno XXI, n. 368, febbraio 2017, pagina 13

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