La capolista vuole fare il vuoto: ora la Polisportiva Carbonarese ci crede

Raggiunto il vertice, la squadra cara al presidente Marcello Casalino cerca di aumentare l’andatura per riuscire a conquistare la promozione

Nel girone E di Terza Categoria, la Polisportiva Carbonarese si gode il primato in classifica, sebbene sia in coabitazione con il Baiano. «Stiamo costruendo un progetto che può portarci molto lontano nel corso degli anni. – sottolinea il presidente Marcello Casalino – Voglio ringraziare quanti si stanno prodigando affinché questo percorso di crescita possa regalarci delle soddisfazioni importanti, basandosi su un gruppo di calciatori e di dirigenti davvero eccezionale. La strada intrapresa è quella giusta, adesso è inutile nascondersi: vogliamo vincere il campionato e continuare a fare bene ed a vincere anche negli anni a venire». La compagine di Carbonara di Nola, che intanto ha cambiato allenatore, è determinata ad ottenere la testa solitaria del raggruppamento in queste dieci partite che restano ancora da giocare in campionato. «Con mister Luigi Di Martino, che è diventato allenatore e giocatore del team (oltre che bomber, con 13 reti all’attivo), possiamo davvero puntare a qualsiasi traguardo, attuale e futuro. – sottolinea ancora Casalino – Siamo reduci dalla larga affermazione (1-5) contro il Marzano ed ora, nel prossimo fine settimana, siamo attesi da una sfida di cartello, in casa a Carbonara, contro l’Atletico Mugnanese, che staziona in zona playoff. Vogliamo vincere ancora per staccare la concorrenza e sono sicuro che i nostri splendidi ragazzi non ci deluderanno, portandosi alfine alla gloria».

Francesco Iervolino
Il Pappagallo, anno XXI, n. 369, febbraio 2017, pagina 35

Assistenza ai bisognosi: Carbonara si attiva

L’assistenza interessa i soggetti residenti nei 14 Comuni della nostra area, tra i quali figura anche quello di Carbonara

Nuovi progetti abbracciano la piccola Carbonara partendo proprio dai più bisognosi. Le luci questa volta sono puntate sugli anziani e i disabili cui si rivolge il Servizio di Assistenza Domiciliare adottato in diversi Comuni dell’ambito sociale: oltre a Carbonara, ci sono anche Camposano, Casamarciano, Cicciano, Cimitile, Comiziano, Liveri, Nola, Roccarainola, San Paolo Belsito, Saviano, Scisciano, Tufino e Visciano. L’Assistenza Domiciliare interesserà i soggetti residenti nei 14 Comuni bisognosi di aiuto nella gestione di sé, nella realizzazione di semplici attività esterne. L’aiuto difatti sarà rivolto principalmente agli ultrasessantacinquenni non autosufficienti, ai disabili in possesso della certificazione 104/92 di invalidità. L’assistenza dunque consisterà nella cura della persona, nella preparazione di pasti, nell’accompagnamento di pratiche amministrative e in luoghi di interesse culturale o sportivo e attività di sostegno psicologico. Potranno aver accesso a questo servizio, tutti coloro i quali sono in possesso dei requisiti pocanzi citati. Partecipare è semplice: basterà compilare il modello di domanda disponibile sul sito internet del Comune di Nola www.comune.nola.na.it e sui siti Internet dei restanti 13 Comuni (anche quello di Carbonara) che partecipano e farla pervenire in busta chiusa riportante l’indicazione: Avviso Pubblico Servizio di Assistenza Domiciliare Sociale Anziani/Disabili. La consegnata a mano, dovrà essere effettuata entro e non oltre le ore 12:00 del 28 febbraio 2017.

Luana Cosenza
Il Pappagallo, anno XXI, n. 369, febbraio 2017, pagina 13

Alla scoperta delle tradizioni di Carbonara: il Casotto di Torrazzano, immerso nella natura

A Carbonara di Nola, alle falde del monte Sant’Angelo, c’è un vetusto casale immerso nella natura, al confine tra il paese e la campagna. Per arrivarci bisogna costeggiare il santuario dedicato al culto dei Santi Cosma e Damiano e ti ritrovi In località Torrazzano – forse da Terrazzani, raccoglitori di frutti spontanei e cacciatori – dove l’abilità della tradizione contadina ha segnato il territorio caratterizzandolo con le coltivazioni di ulivi, viti, nocciolo, noce e alberi da frutto. Qui c’è il Casotto di Torrazzano, attività agrituristica nata nel 2007 dalla tenacia dello chef Antonio Cosenza, che ha creduto in questo progetto fino a farlo diventare il suo lavoro. Quattro camere da letto, allevamento di animali, passeggiata nel verde e un po’ di Storia. Il locale è attaccato ai ruderi di una vecchia chiesetta, di proprietà privata, risalente a prima del 1300, intitolata a San Giovanni Battista. Lo stesso Antonio ne cura la manutenzione e da qualche anno ha ripreso la tradizione, iniziata negli anni ‘70, di far celebrare messa il 24 giugno, in onore del santo.
Nei fondi che circondano l’agriturismo si coltivano i prodotti della terra che poi diventano zuppe, contorni, secondi piatti dal sapore antico. Torte e salse di noci. Vitigni che una volta erano l’orgoglio di Carbonara – qualità Olivella – vengono coltivati con cura, vendemmiati e diventano vino nelle cantine del Casotto. Vino particolarmente apprezzato dagli avventori. Antonio si riempie di orgoglio quando ne parla: «A Carbonara non c’era nessuna attività ricettiva, il mio fu un azzardo, una scommessa che mi sta ripagando con soddisfazione. Il nostro impegno è apprezzato dai clienti, che diventano abituali e con i quali s’instaura un rapporto di amicizia». Effettivamente ti senti a casa al Casotto di Torrazzano e a noi non resta altro da fare che sederci e iniziare a mangiare: buon appetito.

Pietro Damiano
Il Pappagallo, anno XXI, n. 369, febbraio 2017, pagina 13

DIPENDENZE. L’U.O.C. rende noti i dati dell’area per l’anno 2016

Aumentano gli iscritti al Ser.D: da Palma 17 i soggetti in cura

Sono 2.716 gli utenti della nostra area che, nell’anno 2016, si sono iscritti presso il SerD. (Servizio per le Dipendenze) di Nola, Unità Operativa Complessa (U.O.C.). Il monitoraggio delle dipendenze sviluppato dalla troupe guidata dal dottor Francesco Ambrosino, direttore del SerD. di Nola, permette di conoscere l’andamento degli iscritti che si sottopongono alle somministrazioni di medicinali quali il metadone, il suboxone e l’alcover. A fronte di un numero maggiore di utenti rispetto all’anno precedente (+89), ci sono stati 304 persone in carico per l’anno 2016. Di queste, 17 sono di Palma Campania (su un totale, per questo paese, di 172): 12 sono in cura con metadone, 1 per suboxone e 4 per alcover. Il numero maggiore di “utenti attivi” è detenuto da Nola (81), con 55 soggetti per metadone, 12 per suboxone, 14 per alcover; a seguire Saviano (30), Camposano (22), Cicciano (19), San Giuseppe Vesuviano (17, al pari di Palma Campania), Poggiomarino e Roccarainola (15), Ottaviano (14), Cimitile (12), Tufino (10), Terzigno (9), San Gennaro Vesuviano (8), Casamarciano (7), Striano e Visciano (6), San Paolo Bel Sito (5), Carbonara di Nola e Scisciano (4), Somma Vesuviana (3). Per quanto riguarda le sostanze curative somministrate, sono di gran lunga maggiori gli utenti che utilizzano il metadone (188), mentre sono 60 per il suboxone e 56 per l’alcover. In termini di iscrizioni all'U.O.C., invece, l’incremento di 89 unità è stato dovuto soprattutto ad un numero maggiore di adesioni provenienti da Nola (+22), San Giuseppe Vesuviano (+14), San Gennarello di Ottaviano (+14), Terzigno (+7), Striano (+6) e Saviano (+5). Per il resto, gli incrementi per gli altri paesi sono stati minimi, oppure il dato è rimasto inalterato passando dal 2015 al 2016. Ad occuparsi degli utenti che frequentano il SerD. di Nola ci sono – insieme al dirigente Ambrosino – diciotto operatori: tra i medici figurano i dottori Armando Caiazzo, Antonio Barchetta e Pina Piccolo; tra gli psicologi ci sono i dottori Maria Venezia, Gloria Di Rienzo, Pasquale Riccardi ed Angelo Alvino; tra gli educatori ci sono le dottoresse Anna Maria Meo e Gilda De Martino; tra gli assistenti sociali ci sono le dottoresse Maria Meo, Rosalia Napolitano e Luisa Scotti; infine, il gruppo più nutrito è quello degli infermieri, composto da Nicola Raimo, Giovanni Della Pietra, Pasqualina Minichiello, Teresa Luisi, Tiziana Del Galzo ed Annunziata Pacifico.

Il Pappagallo, anno XXI, n. 369, febbraio 2017, pagina 11

Carbonara, il commercio che gira

Analisi dello stato di salute dell’economia locale, che si evolve e punta a diversificarsi

A quasi vent’anni dalla riforma del commercio – era il 1998 – sembra aver trovato il suo punto di equilibrio l’offerta commerciale a Carbonara. La specificità degli esercizio commerciali fu superata con la distinzione tra due sole tipologie: esercizi di vicinato “alimentare” e “non alimentare”. Ecco allora che le macellerie diventarono delle vere e proprie salumerie e viceversa. A Carbonara ci sono 13 esercizi di vicinato, di cui otto “non alimentare”, tre “alimentare” e due “alimentare e non alimentare”. In 3 di loro è possibile acquistare prodotti di macelleria, in 6 detersivi e articoli per la casa, in 2 abbigliamento femminile e intimo. C’è una panetteria con annesso forno, un esercizio di vendita di mobili d’arredo per la casa, una ferramenta. Oltre gli esercizi commerciali ci sono i pubblici esercizi e attività speciali e ricreative. Ci sono tre bar, un circolo ricreativo, un ristorante, un agriturismo dove è possibile anche dormire, un tabacchino. C’è una palestra. Ci sono 3 barbieri e 2 parrucchieri per signora. C’è una farmacia. Non ci sono negozi Halal (negozi islamici), non ancora. L’attività con più anni presente sul territorio è il Bar Eden, in piazza Municipio, presente da prima del 1913. Oltre 104 anni di attività a conduzione familiare. L’offerta non manca, e nonostante la concorrenza spietata dei centri commerciali che per offerta e convenienza non hanno rivali, riescono a sostenere il confronto senza non pochi sacrifici, facendo dell’accezione “vicinato” quella marcia in più che rende i rapporti più umani.

Luana Cosenza
Il Pappagallo, anno XXI, n. 368, febbraio 2017, pagina 13

FONDI PER 8,3 MILIONI: Lavori in corso per il rischio idrogeologico

Proseguono i lavori per la “Sistemazione Idrogeologica del Reticolo Idrografico” sul territorio cittadino di Carbonara di Nola. L’attuale intervento, finanziato con la somma di 8.326.621,32 euro del Programma Attuativo Regionale (PAR), dopo vari passaggi giurisdizionali, a causa di vari ricorsi che si sono succeduti tra ditte escluse e quella aggiudicante, è decollato alla fine dello scorso mese di settembre, quando ci fu la consegna dei lavori. La natura dell’intervento, che riveste caratteristiche di urgenza e priorità in quanto è finalizzato alla mitigazione del rischio idrogeologico e quindi alla salvaguardia della pubblica incolumità, consiste in una serie di opere lungo gli alvei “Orticaria” e “Pietro Coppola” e con la realizzazione di tre vasche di contenimento al fine di garantire un maggiore margine di sicurezza in caso di colate di fango e acqua a seguito di forti precipitazioni provenienti dalle colline carbonaresi. In seguito ai lavori, che dovranno essere ultimati entro quest’anno, si avrà la possibilità di eliminare la pericolosità e rischio di alcune aree al momento penalizzate. Di rischio idrogeologico, sul nostro territorio, si cominciò a parlare in maniera sistematica e concreta quando diversi movimenti franosi di vaste dimensioni, tra il 5 ed il 6 maggio 1998, colpirono, in particolare, le aree urbane di Sarno (SA), Quindici (AV), Siano (SA), Bracigliano (SA) e San Felice a Cancello (CE), causando addirittura la morte di 160 persone. Di queste, 137 nella sola Sarno, la cui frazione di Episcopio fu l’area maggiormente colpita ed 11 nel comune di Quindici, in particolare nella frazione di Casamanzi, 5 nel Comune di Siano (Sa). In seguito ai controlli effettuati sul nostro territorio, si acuirono una serie di criticità che causarono l’adozione da parte della Regione di un piano di salvaguardia individuando sul territorio aree soggette a rischio e pericolosità frana e idraulica con la conseguente adozione di una pianificazione in cui venivano individuate le diverse classificazioni di rischio e pericolosità e di conseguenza le aree in cui era possibile eseguire attività edilizia ovvero solamente interventi di semplice manutenzione.

Il Pappagallo, anno XXI, n. 368, febbraio 2017, pagina 13